Presenza lupi sul territorio: linee guida e norme di comportamento
Il lupo, un tempo ampiamente diffuso su scala continentale, ha vissuto nel corso del secolo scorso una drammatica contrazione della propria presenza.
Questo grave declino è stato causato principalmente dalla diretta competizione umana, dalla progressiva riduzione delle sue prede naturali e dalla distruzione e frammentazione degli habitat. Questa combinazione di fattori ha portato la specie sull'orlo dell'estinzione in Italia, dove negli anni ’70 ne sopravviveva solo un nucleo ridottissimo di circa 100 individui, isolati nelle zone più remote dell’Appennino centromeridionale. Proprio a partire dagli anni ’70 ha avuto inizio un’incredibile e progressiva ripresa naturale. Questo processo di ricolonizzazione è avvenuto senza reintroduzioni da parte dell'uomo: la specie si è espansa in modo spontaneo grazie alla sua straordinaria capacità di adattamento e dispersione, al fenomeno di rinaturalizzazione di ampie aree rurali e alpine, e al contemporaneo ritorno degli ungulati selvatici, che hanno garantito una maggiore disponibilità di prede.
Un ruolo altrettanto determinante è stato giocato dalle leggi di protezione nazionali e internazionali introdotte in quel periodo. Muovendosi lungo la dorsale appenninica verso nord, il lupo ha via via conquistato nuovi territori, arrivando a insediarsi sulle Alpi Occidentali nei primi anni ’90 e facendo la sua comparsa in Piemonte nel 1995. I dati numerici testimoniano un'espansione straordinaria: dai soli 100 esemplari censiti negli anni '70 si è passati ad oltre 3.000 individui rilevati nel monitoraggio nazionale del 2020/2021. Negli ultimi anni l'avanzata è proseguita ulteriormente, interessando sia il settore centro-orientale dell'arco alpino, sia alcune aree periferiche e di pianura. In virtù di questa consistente crescita demografica e dei crescenti conflitti con le attività agropastorali, il quadro normativo è recentemente evoluto: a partire dal 2025, nell'ambito della Convenzione di Berna, lo status di tutela del lupo è stato modificato, passando da specie “strettamente protetta” a “protetta”. Sul piano etologico e della sicurezza, in Europa il lupo non è considerato una specie pericolosa per l'uomo.
L'animale non individua le persone come potenziali prede, è naturalmente diffidente nei nostri confronti e tende a mantenere una distanza di sicurezza, allontanandosi spontaneamente nella stragrande maggioranza dei casi di incontro occasionale.
Per garantire una convivenza pacifica e prevenire problemi, è tuttavia fondamentale adottare un corretto approccio verso la fauna selvatica: occorre evitare qualsiasi forma di disturbo o avvicinamento e, soprattutto, non lasciare a disposizione fonti di cibo che potrebbero indurre l'animale a sviluppare forme di confidenza verso l’uomo.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Centro Grandi Carnivori
Vai alla pagina della Regione Piemonte: Centro di referenza regionale per la gestione di specie animali selvatiche tutelate “Grandi carnivori”