La ricerca in sanità: l’AOU Alessandria. L’ecosistema della ricerca sulle patologie amianto-correlate
CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE. Tra studi e innovazione con Aziende Sanitarie e IRCCS
Si è svolta nei giorni scorsi all’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria la site visit del Ministero della Salute, passaggio cruciale nel percorso di riconoscimento come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS). Un momento fondamentale che ha rappresentato non solo una verifica tecnico-scientifica, ma anche l’occasione per valorizzare una vocazione alla ricerca che nasce dalla storia sanitaria e ambientale del territorio.
Al Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI), diretto da Antonio Maconi, infatti, afferisce il Centro Regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto (CRA) che riveste un ruolo unico nel panorama sanitario piemontese e nazionale. La struttura, con sede a Casale Monferrato all’interno dell’Ospedale Santo Spirito, si caratterizza per un modello organizzativo in cui professionisti di diverse discipline lavorano in maniera integrata su attività di sorveglianza sanitaria, raccolta e gestione dati, prevenzione, diagnosi, trattamento e ricerca scientifica: sono oltre 1.000 i pazienti arruolati in studi coordinati dal Centro e oltre 250 i campioni inviati alla Banca Biologica del Mesotelioma Maligno istituita proprio all’interno dell’AOU AL.
In particolare, il Centro opera attraverso la struttura di Epidemiologia Clinica e Biostatistica che, insieme al Centro Documentazione Amianto e Patologie amianto-correlate (CEDOAM), promuove e sviluppa attività di ricerca nell’ambito dell’epidemiologia, diagnostica e terapia delle patologie amianto-correlate, con un focus sul mesotelioma pleurico. Nell’ambito delle patologie asbesto-correlate, la ricerca ha favorito, nel tempo, percorsi diagnostico-terapeutici dedicati, con presa in carico integrata clinica ed epidemiologica: questo ha consentito una diagnosi precoce, una gestione specialistica continuativa e l’integrazione con la ricerca traslazionale.
Tra i progetti illustrati nel corso della site visit da Marinella Bertolotti, Responsabile del Centro regionale, figurano quelli finanziati con il “Fondo per la ricerca in tema di cure e di prevenzione per la diagnosi e la terapia del mesotelioma” come il Programma mesotelioma «Sviluppo preclinico e clinico di nuove terapie per il mesotelioma guidate da valutazioni molecolari» e il Progetto operativo di ottimizzazione della gestione dell’iter diagnostico-terapeutico-assistenziale e dell’attività di ricerca in pazienti con sospetto di mesotelioma nella Regione Piemonte.
Tra gli altri studi sul mesotelioma coordinati dal Centro, si può poi citare quello relativo all’analisi dell’associazione tra amianto, pattern tumorali e prognosi, con l’arruolamento dal 2023 di oltre 200 pazienti. Da segnalare, inoltre, uno studio osservazionale retrospettivo e prospettico per la raccolta dati di pazienti affetti da interstiziopatie polmonari dove un approccio integrato tra dati clinici, radiologici, esposizione ambientale o professionale ha permesso di valutare anche gli outcomes clinico terapeutici in oltre 150 pazienti.
La Regione Piemonte ha inoltre individuato il DAIRI, attraverso il Centro Amianto, quale coordinatore scientifico del progetto nazionale “SINTESI – Sistema di Sorveglianza Permanente Ambiente-Salute nei SIN”, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Piano Nazionale Complementare al PNRR e da realizzarsi nel SIN di Casale Monferrato: sono obiettivi del progetto studi epidemiologici, il coinvolgimento di comunità locali e percorsi innovativi negli screening.
All’interno di questo ecosistema di assistenza e ricerca clinico-epidemiologica ad elevato contenuto innovativo è presente anche la ricerca di base che si realizza attraverso il Laboratorio Amianti, afferente alla struttura Laboratori di Ricerca del DAIRI e integrato con il DISIT dell’Università del Piemonte Orientale. Al suo interno vengono applicate tecniche di microscopia ottica, microscopia elettronica a scansione con annessa microsonda per l’analisi chimica (SEM/EDS) e spettroscopia micro-Raman di campioni di tessuti, sia di natura respiratoria che extrarespiratoria, derivanti da pazienti inseriti progetti riguardanti malattie asbesto-correlate.
Gli studi attivi, infatti, non riguardano solo le fibre di amianto presenti in tessuti prelevati da distretti respiratori, ma anche organi dell’apparato digestivo, come il colon, e la placenta di donne che hanno partorito all’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato. Per i primi due progetti sono stati arruolati complessivamente circa 100 pazienti, mentre per lo studio sulla placenta sono state coinvolte 20 donne: si tratta, infatti, di studi pilota finalizzati ad approfondire le conoscenze scientifiche su queste tematiche.
Ancora una volta, l’AOU di Alessandria, attraverso il DAIRI, si conferma riferimento a livello regionale nell’ambito della ricerca di popolazione, con un modello organizzativo incentrato sull’integrazione tra ricerca, assistenza e innovazione.
CURARSI CON LA RICERCA IN PIEMONTE. La rubrica della Regione Piemonte, in collaborazione con il DAIRI Regionale (DAIRI-R), che racconta la ricerca all'interno delle singole Aziende Sanitarie Regionali. Dopo aver raccontato l’importanza di fare ricerca e di avere Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) sul territorio al fine di migliorare sempre di più le cure e i servizi offerti, nonché il ruolo del DAIRI - R nella governance della ricerca sanitaria del Piemonte, ogni settimana verrà approfondita un'esperienza diversa, per valorizzare il lavoro svolto nelle diverse ASR e le buone pratiche che contribuiscono a costruire un sistema sanitario innovativo e fondato sull'evidenza scientifica.